Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio (Tar) ha respinto il ricorso dell’assegnataria di un appartamento di edilizia residenziale pubblica in via Cipriani, trasferita in un’altra unità immobiliare per consentire i lavori previsti dal progetto “Housing first” e “Stazione di posta”.
Il Tar, decidendo nel merito, ha accertato che: “Il Comune, nel bilanciamento dei divergenti interessi in gioco, ha perseguito l’interesse pubblico (mediante la destinazione dell’immobile al progetto sociale indicato), realizzando il minor sacrificio possibile della posizione della odierna ricorrente – cui ha assegnato un alloggio ristrutturato, di dimensioni analoghe al precedente e a una distanza minima dallo stesso”.
L’ente, quindi, ha agito legittimamente nella qualità di proprietario dell'immobile, nell'esercizio dei relativi poteri di disposizione e in vista della sua destinazione a finalità di interesse sociale e il diritto all'abitazione della ricorrente è stato integralmente tutelato mediante l'assegnazione di un nuovo alloggio ristrutturato, di dimensioni analoghe, situato a 30 metri dal precedente, con ogni spesa a carico del Comune. “Le censure relative alla scelta dell'immobile si traducono in un sindacato di merito dell'azione amministrativa e sono pertanto inammissibili”.
Si ricorda che l'immobile è destinato alla realizzazione dei progetti "Housing First" e "Stazione di Posta", finanziati con fondi Pnrr per complessivi 1,8 milioni di euro. Il progetto è rivolto a 122 persone in condizione di marginalità sociale: 22 nuclei destinatari di soluzioni abitative e 100 persone destinatarie di servizi di inclusione e assistenza.