Sono state chiuse le aree archeologiche e quelle a rischio nella zona delle Grotte di Nerone e all’Arco Muto. Nonostante l’interdizione delle aree, quella dei magazzini del porto neroniano per il suo valore storico-archeologico, il molo incompiuto del “Terzo” che presenta rischi in caso di tuffi e quella dell’Arco Muto per il pericolo di crollo, si registrano in continuazione stazionamenti abusivi.
Da domani, venerdì 10 luglio, sarà in servizio anche un istituto di vigilanza privata a presidio delle zone, in particolare per l’Arco Muto il presidio riguarderà sia il lato della Villa imperiale sia quello a nord. Questa mattina, in Comune, il sindaco ha incontrato i rappresentanti di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Guardia costiera, Polizia locale e Vigili del fuoco per sollecitare la massima attenzione sulla zona interessata. Saranno intensificati i passaggi e controllati gli accessi che, purtroppo, spesso avvengono anche dall’area interdetta sul lato di via Fanciulla d’Anzio.
“La decisione si è resa necessaria – spiega il sindaco, Aurelio Lo Fazio - a seguito del perdurare di situazioni di pericolo dovute alla presenza di numerosi bagnanti, alla sistematica violazione di quanto previsto dalle ordinanze vigenti e delle basilari norme del vivere civile”.
Il vice sindaco e assessore al Demanio, Pietro Di Dionisio, sottolinea come: “Questi interventi hanno un costo per la collettività, ma non si poteva tollerare oltre una situazione del genere. Dispiace, ma non avevamo altra scelta”.
Per l’assessore alla sicurezza, Catello Somma: “I ripetuti interventi della polizia locale hanno avuto effetto nell’immediato, le persone si sono allontanate ma poi sono tornate a occupare zone interdette e pericolose. Con questo sistema e con la collaborazione delle altre forze di polizia, contiamo di porre fine a un malcostume legato al disprezzo delle regole”.