Riprende “Percorsi”, l’iniziativa tra arte storia e archeologia al museo civico di Anzio. L’appuntamento è venerdì sera, 24 luglio, alle 21,30 con Clemente Marigliani. Lo storico interverrà su “I pittori di Marine dal XVI al XX secolo. Anzio e Nettuno luoghi d’elezione”.
La conferenza prende in esame le Marine della costa Laziale a partire dalle vedute ideate dei monumenti romani traslati verso il mare sino allo sviluppo della pittura di rappresentazione delle ville cardinalizie che sorgevano lungo la costa. Tra i primi Maestri vanno citati Claude Lorrain (1600/04-1682), Filippo Lauri (1623-1694). Pittori del calibro di Pier Francesco Mola (1612-1666) e Pietro da Cortona (1596-1669) furono impiegati rispettivamente a Palazzo Pamphilj a Nettuno e a Villa Sacchetti a Castel Fusano. Il viaggio di papa Innocenzo XII (1691-1700) e di Benedetto XIV (1740-1758) per costruire e sviluppare il nuovo porto, favorì la discesa di numerosi pittori per documentare le visite papali e di conseguenza le ville cardinalizie.
Fra questi Christian Reder detto Monsù Leandro (1656-1729), Pandolfo Reschi (1640-1696), Gaspar van Wittel (1652/53 – 1736), Paolo Anesi (1697-1773), Hendrik Frans van Lint (1684-1763), Adrien Manglard (1695-1760), Andrea Locatelli (1695-1741) e Claude-Joseph Vernet (1714-1789). Sulla loro scia, molti altri vennero a dipingere lungo la costa.
Il fascino del costume delle donne di Nettuno contribuì ad accentuare la discesa verso Anzio e Nettuno. A partire dall’ Ottocento il fenomeno si accentuava come sottolinea Sandra Pinto in quegli anni “Le idee nuove su un’arte perenne circolavano tra il Caffè Greco e i bivacchi à la belle ètoile sulla spiaggia di Anzio”. Al seguito di Nino Costa (1826 -1903), venivano verso Anzio e Nettuno Anselm Feuerbach (1829-1880), Vincenzo Cabianca (1827-1902), Elihu Vedder (1836 -1923) e Guglielmo Ciardi (1842-1917), e con loro una serie di pittori italiani, inglesi, danesi, francesi, tedeschi, olandesi, polacchi, svizzeri, spagnoli, austriaci e americani. Il flusso continuò ininterrotto sino alla venuta ad Anzio negli anni 1913-14 di Gino Severini (1883-1966) che apriva a nuovi linguaggi pittorici.