Sbarco, Lo Fazio: "Accrescere la cultura della pace"

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Il discorso del sindaco alla cerimonia di Piazza Garibaldi

Data:

21 gennaio 2026

Tempo di lettura:

5 min

Il sindaco Lo Fazio alla cerimonia istituzionale per l'82° anniversario dello Sbarco alleato
Il sindaco Lo Fazio alla cerimonia istituzionale per l'82° anniversario dello Sbarco alleato

Signor vice presidente del Consiglio e ministro degli esteri, onorevole Antonio Tajani. Signori rappresentanti delle ambasciate. Autorità civili, militari e religiose, cittadine e cittadini, buongiorno. Un particolare saluto a Maurizio Shindler che ringrazio per essere qui a onorare la memoria del padre, sopravvissuto allo sbarco e per anni impegnato a raccontare alle future generazioni quei tristi giorni.

“Fare memoria per costruire la pace” è il tema che abbiamo scelto per ricordare il 22 gennaio del 1944, quando migliaia di giovani arrivarono sulla nostra costa per contribuire a liberare l’Italia dal nazifascismo, ma anche per connotare tutte le iniziative che abbiamo immaginato da qui al 2 giugno – ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica italiana – e al 4 giugno, data nella quale venne liberata la città di Roma, 82 anni fa, sempre a seguito dello sbarco di Anzio.

Abbiamo scelto di andare   oltre le cerimonie odierne, comprendendo un periodo più ampio, in modo da coinvolgere al massimo studenti e cittadinanza in un percorso di memoria che è indispensabile, affinché non si disperda ciò che ha subito la popolazione di Anzio in quegli anni e si possa contribuire nel nostro piccolo a costruire ed alimentare l’auspicata pace.

Il compianto David Sassoli, nel suo discorso di insediamento alla Presidenza del Parlamento europeo, il 3 luglio 2019, ricordava che era necessario “recuperare lo spirito di Ventotene e lo slancio pionieristico dei Padri Fondatori, che seppero mettere da parte le ostilità della guerra, porre fine ai guasti del nazionalismo dandoci un progetto capace di coniugare pace, democrazia, diritti, sviluppo e uguaglianza. Non siamo un incidente della Storia – disse a chiare lettere - ma i figli e i nipoti di coloro che sono riusciti a trovare l’antidoto a quella degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostra storia

Ecco, noi ad Anzio siamo figli e nipoti dei nomi che leggiamo sulle vie e le piazze, da Mimma Pollastrini a Claudio Paolini, da Raffaele Palomba a Vittorio Mallozzi, ai tanti che si opposero al regime o con il cuore in gola lasciarono la città perché costretti allo sfollamento, la ritrovarono distrutta al loro rientro e seppero ricostruirla con immani sacrifici. Nella motivazione con la quale il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi,  ha concesso ad Anzio la medaglia d’oro al merito civile, è scritto a chiare lettere come “I sopravvissuti seppero reagire, con dignità e coraggio agli orrori della guerra e affrontare, col ritorno alla pace, la difficile opera di ricostruzione”.

Siamo figli di quei concittadini, non c’è dubbio, ma anche dei giovani soldati americani,  britannici e di quelli del Commonwhealt che vennero qui esclusivamente per restituirci la libertà, senza chiedere nulla in cambio, ma al sol fine di affermare il nobile principio fondamento della democrazia.

Tale scelta, costata enormi sacrifici umani, ha garantito fino ad oggi pace e prosperità dando agli Stati Uniti la leadership condivisa della governance mondiale.

Purtroppo la vetustà di quell’equilibrio raggiunto dopo la seconda guerra mondiale ha fatto intensificare i conflitti in atto – una sessantina – ed ha creato ulteriori teatri di guerra quali l’Ucraina, Gaza ed in ultimo il    massacro della popolazione iraniana. 

Da tutto ciò non abbiamo imparato nulla, questa è la triste constatazione, che ha fatto dichiarare all’indimenticato Papa Francesco che è in atto “una terza guerra mondiale a pezzi”.

Proprio per questo, però, dobbiamo continuare a fare memoria e auspicare di accrescere una cultura di fratellanza e rispetto.

Sono attualissime, in tal senso, le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel discorso di fine anno: “La nostra aspettativa è anzitutto rivolta alla pace. Di fronte alle case, alle abitazioni devastate dai bombardamenti nelle città ucraine, di fronte alla distruzione delle centrali di energia per lasciare bambini, anziani, donne, uomini al freddo del gelido inverno di quei territori, di fronte alla devastazione di Gaza, dove neonati al freddo muoiono assiderati, il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte.   

La pace, in realtà, è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio. Il modo di pensare, la mentalità, iniziano dalla vita quotidiana. Riguardano qualunque ambito: quello internazionale, quello interno ai singoli Stati, a ogni comunità, piccola o grande. Per ogni popolo iniziano dalla sua dimensione nazionale”.

Per quanto ci riguarda, la lezione impartita dal Presidente della Repubblica, inizia dalla dimensione comunale. Siamo una città ormai di 62.000 abitanti, nel 1944 erano poco meno di 10.000 e come già detto, al rientro si rimboccarono le maniche per far rinascere Anzio, successivamente si prodigarono accogliendo nel corso degli anni immigrati prima da altre regioni d’Italia e poi da altri Paesi del mondo. Senza che sia mai accaduto nulla, anzi integrandosi praticamente alla perfezione. Per questo ogni volta che ne ho l’occasione mi piace sottolineare che siamo tutti anziati e siamo chiamati, nel solco delle parole di Mattarella che anche oggi sento di ringraziare per la sua opera, anzitutto a rispettarci: noi amministratori in Consiglio comunale, praticando l’esempio, e i cittadini nelle attività di ogni giorno.

Permettetemi di concludere citando Papa Leone quattordicesimo che da ultimo, all’Angelus del 18 gennaio, parlando di un conflitto che non ha grosso seguito sui media, quello in atto nella Repubblica democratica del Congo, ha detto: “Preghiamo affinché tra le parti in conflitto prevalga sempre il dialogo per la riconciliazione e la pace”.   È un invito a chi crede, ma anche a chi lontano dalla religione avverte forte la necessità di un cessate il fuoco globale.

Signor ministro, grazie ancora per averci onorato della Sua presenza. Da Anzio – che per volontà unanime del Consiglio comunale dal 2001 dedica questo giorno proprio alla pace – le affidiamo il nostro appello affinché continui a prodigarsi per costruirla ogni giorno.

Grazie!

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L'intervento del sindaco

Il video di Canale 81

Ultimo aggiornamento: 22/01/2026, 16:55

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